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lunedì, maggio 17

L'amore di Marja 

Ieri sera sono andato al cinema da solo. Mi piace andare al cinema da solo, anche se mi capita di rado, una o al massimo due volte l'anno. Quando lo dico ai miei amici che ogni tanto mi capita di andare al cinema da solo mi guardano come se fossi pazzo, come se fossi un alieno. Boh, forse hanno ragione loro. Ma in fin dei conti chi se ne frega.

Ieri sera ho visto L'amore di Marja.
E' un film assolutamente indecifrabile, difficile da racchiudere in un giudizio sommario, perché alterna cose buone e cose non buone con una regolarità quasi ritmica. Il soggetto era interessante (una ragazza finlandese hippie imprigionata mentalmente e fisicamente nella più profonda provincia siciliana), ma spesso si ha la sensazione che venga sprecato, buttato via e banalizzato da una sceneggiatura poco curata e sterile. Eppure, come dicevo, ogni tanto si vede qualche cosa di interessante, qualche guizzo che fa ben sperare, qualche scena ben riuscita, qualche emozione ben tramessa. Ma tirando le somme il film non mi è piaciuto. Non mi è piaciuto perché parla di cambiamenti e i cambiamenti non li mostra né li spiega (la protagonista diventa pazza in quattro minuti d'orologio e con tre parole della narratrice fuori campo). Non mi è piaciuto perché usa troppi banalissimi e scontatissimi stereotipi. Non mi è piaciuto perché dopo quaranta minuti di film non si ha neppure più voglia e interesse a rattristarsi per le sfortune che capitano più o meno a tutti i personaggi. Il film che viene fuori è un'amalgama malformato di belle emozioni e bei sentimenti messi un po' a casaccio e resi sterili, innocui. Alla fine sono uscito dal cinema con l'idea che quel che avevo visto non meritava certo cinque euro. Mi spiace solo che sia un film italiano.