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martedì, maggio 4

Recensione: Dopo Mezzanotte. 

Prefazione: (da saltare se si cerca solo la recensione)
Sabato sera mi sono ricordato perché vado così spesso al cinema. Anzi, per dirla tutta, mi sono reso conto dell'effetto che ha il cinema su di me. E su Chiara. E su me e Chiara. Stavolta, per esempio, siamo entrati in sala un po' tristi e un po' incazzati, come capita ad ogni coppietta quando trova qualche inutile motivo di litigio. Niente di particolare per carità, una puttanata. Un modo come un altro per passare il tempo. Diciamo che avevamo comprato il biglietto troppo presto e non sapevamo come passare, senza annoiarci, la mezz'ora che ci separava dall'inizio del film. Tutto nella norma.
Insomma, per farla breve, siamo entrati in sala con il muso lungo e siamo usciti dalla sala abbracciati e coccolosi. E il merito è in gran parte del film che proiettavano: "Dopo Mezzanotte" di Davide Ferrario. Un film di quelli buoni, di quelli che io e Chiara dobbiamo assolutamente commentare nel loro svolgersi; di quelli che impongono una dedizione assoluta; di quelli che pretendono la tua mente libera e serena. Quando fa così è proprio bello, il Cinema.

Recensione:
E' un gran bel film. E' un confetto, una piccola perla. Ho quasi paura di macchiarla di parole inutili. Di Davide Ferrario (il regista) avevo visto solo il divertente "Tutti giù per terra", di cui ricordo ancora l'ottima colonna sonora dei C.S.I., ma questo l'ho saputo dopo, cercando la sua filmografia in Rete. In verità quel che più ha spinto me e Chiara a comprare il biglietto di "Dopo mezzanotte" è stato l'ottimo 4/5 dato da Kekkoz su Cinebloggers (grazie!).
"Dopo mezzanotte" è una piccola favola urbana, raccontata con molto pathos dalla voce del narratore Silvio Orlando. Siamo a Torino. La solita Torino fredda e distaccata, ma resa speciale da un luogo, resa unica da una persona e dalla sua passione. Il luogo è la Mole Antonelliana, la persona si chiama Martino (Giorgio Pasotti), la passione si chiama Cinema muto, si chiama Buster Keaton. Non voglio però fare troppo spoiler, sarebbe un peccato. Per cui mi fermo qua.

Solo un consiglio a chi ama le favole, a chi ama il cinema e a chi, come me, ha disprezzato la stupidità di "The Dreamers" di Bertolucci: andate a vederlo!